Valutazione rischio radiazioni ottiche

Alcune informazioni generali

Cos’è il laser: è una sorgente di luce con delle caratteristiche specifiche; è monocromatico, ha un’unica direzione (il fascio di luce è estremamente collimato), è coerente e luminoso, in quanto emette molta energia in una superficie molto piccola. Ogni laser emette grandezze d’onda differenti (per questo variano i colori tra un laser e l’altro) e potenze diverse. Un laser può anche contenere due fonti di luce.

Come si classificano i laser: esistono quattro classi, più due, con le quali vengono classificate queste sorgenti di luce. La valutazione dei rischi viene effettuata solo per i laser di CLASSE 3B e CLASSE 4, e per quelli di CLASSE 1M e CLASSE 2M (contengono una sorta di lente che amplifica la sorgente, rendendola potenzialmente più pericolosa). Recentemente è stata aggiunta la CLASSE 1C, per classificare i laser che emettono energia solo quando sono a contatto con la pelle.

Dove vengono impiegati: i laser ad alta potenza, più rischiosi, vengono usati per scopi medici, estetici ed industriali; quelli di classe 1 trovano largo impiego, invece, in macchine e strumenti che usiamo e vediamo ogni giorno, come le stampanti, i puntatori per le conferenze e i lettori a codice a barre dei supermercati. In medicina vengono usati, ad esempio, per effettuare interventi agli occhi o per trattare la cute. I dentisti li usano per le cure canalari e per lo sbiancamento dei denti, i fisioterapisti per effettuare dei trattamenti con azione antinfiammatoria/antidolorifica. Nel campo estetico vengono usati soprattutto per la depilazione e la rimozione dei tatuaggi, mentre in quello industriale per effettuare tagli di precisione, marcature ed altre azioni che prevedano molta precisione.

freepik

Perché è pericoloso: il laser può provocare danni ad occhi e cute, i suoi bersagli biologici. Il tipo di danno dipende dall’energia del laser, mentre la gravità dal tempo di esposizione a questa energia. Bisogna ricordare che il laser è una fonte di energia molta alta distribuita in un area infinitamente piccola.

Come ci si protegge: i dispositivi di protezione individuale, da indossare ed utilizzare correttamente quando si lavora con un laser, sono gli appositi occhiali. Esistono due tipi di occhiali, quelli a protezione totale (usati dai lavoratori) e quelli per l’allineamento (usati per la manutenzione dell’apparecchio). Fondamentale è poi non accedere alla stanza quando il laser è in funzione o non avvicinarsi alla schermatura di un laser industriale.

freepik

In che cosa consiste la relazione della valutazione del rischio: l’addetto sicurezza laser verifica il laser acquistato attraverso la lettura dell’etichetta riportata nello strumento, controlla che gli occhiali corrispondano a quelli necessari per proteggersi dal laser in questione e delimita l’area di lavoro nella quale non devono accedere altre persone oltre all’operatore che lo sta utilizzando e al paziente/cliente. Infine, se necessario, redige delle norme di comportamento da seguire.

Etichetta del laser, cosa deve riportare: l’etichetta deve essere gialla, con i bordi e le scritte ben leggibili in nero. Deve essere, inoltre, della lingua del paese di utilizzo del laser. Riporta: la classe del laser, la massima potenza emessa, le lunghezze d’onda emesse, eventuale tempo d’impulso, la normativa usata per la classificazione e l’ indicazione di laser invisibile (qualora ci fosse).

Marcatura degli occhiali, cosa deve riportare: il tipo di emissione della luce, continua o tramite impulsi, la lunghezza d’onda emessa (o il range di lunghezze d’onda emesse), il numero di graduazione (come concetto è simile ad un filtro, quindi che valore è applicato all’occhiale in modo da rendere l’esposizione al fascio di luce sicura) e un eventuale marchio di identificazione del costruttore.